Economia, trading e finanza
Economia, trading e finanza

Alcune utili premesse per capire di cosa stiamo parlando e di quali possano essere le conseguenze.

NEW YORK. Gennaio, 2019. Ken Griffin, il fondatore miliardario dell’hedge fund Citadel, ha pagato $ 238 milioni per un attico condominiale che si affaccia sul Central Park di Manhattan, contratto che stabilisce un record per la vendita di un immobile negli Stati Uniti. La casa si trova nella torre residenziale di 79 piani, che è in costruzione per un costo stimato di $ 1,4 miliardi al 220 Central Park South. L’acquisto segue immediatamente la notizia che Griffin ha acquistato una villa a Londra con vista su Buckingham Palace per 95 milioni di sterline (124,2 milioni di dollari).

Il rapporto Oxfam sulla diseguaglianza nel mondo ha messo in evidenza che l’1% più ricco possiede più del restante 99%. Dal rapporto emerge inoltre che i 2/3 della ricchezza dei più facoltosi miliardi del mondo non è frutto del loro lavoro ma è ereditato o è frutto di rendita monopolistica ovvero il risultato di rapporti clientelari. E questo è ancora più significativo se si considera che nel 2016 erano 40 milioni le persone schiavizzate nel mercato del lavoro, tra cui 4 milioni di bambini.

Economia, finanza, mercati, investimenti, speculazioni e attività di trading.

In Italia i due terzi della ricchezza è nelle mani del 20% più facoltoso, mentre una persona su 4 è a rischio povertà.

La scarsa alfabetizzazione finanziaria della popolazione che caratterizza il nostro Paese, ma non solo, provoca una progressiva diffidenza e causa un crescente distacco tra utenza e mondo dell’interazione creditizia, mobiliare e assicurativa: in altri termini, mina la fiducia dei risparmiatori che rappresenta un elemento fondamentale per assicurare il buon andamento dei mercati finanziari e, quindi, dell’economia in generale.

Le significative carenze nella capacità dei risparmiatori italiani di comprendere i rischi e le caratteristiche di prodotti bancari e finanziari connotati da livelli sempre più elevati di complessità sono state evidenziate da diverse indagini condotte a livello nazionale e globale, collocandosi l’Italia agli ultimi posti in rapporto alle maggiori economie internazionali. Si deve quindi avviare uno sviluppo di competenze sulla gestione del risparmio privato non soltanto per i giovani e i soggetti in età scolare, ma anche per soggetti in età più avanzata, alla luce delle concrete caratteristiche di vulnerabilità e dei possibili rischi (anche di overconfidence: cfr. il recente studio della CONSOB, Financial advice seeking, financial knowledge and overconfidence, Quaderni di finanza n. 83, marzo 2016) derivanti da un sempre crescente divario tra conoscenze richieste e conoscenze possedute.

Le crisi degli anni Novanta, da quella delle tigri asiatiche al parziale default sul debito interno russo, avevano solo lambito il Bel Paese che ha toccato con mano il primo default sovrano con il fallimento totale del debito argentino nel 2001, complice il supporto offerto dall’IMF sino all’ultimo istante e i rendimenti elevati che allettavano i “botpeople” da sempre amanti del rischio dei Paesi emergenti. Ma con l’implosione nel 2008 del debito subprime americano, rimpacchettato e con un effetto globale di diffusione di titoli che includevano un rischio del sottostante nascosto da rating fasulli, gli investitori italiani hanno iniziato a fare i conti con un aspetto di complessità nei prodotti finanziari sino ad allora sconosciuti. Nel pieno di una crisi globale durata dal 2007 al 2013 e che aveva squarciato il velo del fallimento bancario con il caso Lehman, lo spread italiano nell’estate del 2011 si è trovato a trattare sul BTP a dieci anni quasi 6 punti in più rispetto al Bund tedesco. Ci sono voluti due anni e mezzo per rientrare nei livelli di guardia per lo spread italiano, nel pieno di una crisi sovrana e bancaria che ha visto come protagonisti da un lato l’eccessiva leva finanziaria delle banche e dall’altro il ruolo delle Banche centrali, impegnate in misure non convenzionali per fornire extra liquidità ai mercati finanziari.

In questa nuova era di tassi negativi, dove la remunerazione del conto corrente come rifugio all’incertezza non esiste più, i risparmiatori italiani hanno perso anche la fiducia nel “mattone” che era l’altra componente del risparmio italico, un po’ per l’effetto delle bolle immobiliari diffuse ed anche per il crollo del mercato delle seconde case. Ed anche se il mercato immobiliare dà qualche segnale di ripresa ormai, insieme ad un altro bene rifugio come l’oro, ha perso di importanza nei portafogli sotto il peso di una nuova fiscalità non ancora armonizzata a livello UE.

Il report CONSOB Rapporto sulle scelte di investimento delle famiglie italiane pubblicato nel mese di settembre 2016 fotografa uno smarrimento ed un vuoto degli investitori-famiglia italiani che escono da un vero e proprio percorso di
“sopravvivenza alla crisi” che li lascia più inconsapevoli di prima. Davanti a loro tre livelli di offerta per un’allocazione di portafoglio efficiente: i fondi comuni di investimento e le gestioni di portafoglio ormai diffuse e molto capillari nel coprire mercati e tipologie di rischio differenti, ma che in Italia risultano ancora scelte costose. Poi le assicurazioni e i prodotti per la previdenza integrativa, diventati fondamentali, e che sono accomunati alle precedenti per difficoltà nel comprendere appieno costi complessivi e composizione. E poi c’è tutto il mondo dei derivati come ETF, ETC, indici, certifcates e opzioni binarie dove di nuovo la leva finanziaria diventa una discriminante poco esplicitata per la facilità di accesso a piattaforme e supponi dreeital che ne banalizzano i rischi di perdita sul capitale.

In ultimo il vecchio deposito amministrato ore gema investitore non è professionale vede ridursi gli spazi operativi e quindi osa limitato pesantemente dalle nuove normative, che non hanno facilitato ma complicato l’offerta dei servizi finanziari, e non solo dei prodotti più rischiosi Normative che nel limitare l’accesso ad una vasta platea di strumenti considerati `complessi” hanno complicato e reso inefficiente la disponibilità operativa dell’investimento obbligazionario e azionario, facilitando il successo delle banche online che hanno avuto la meglio sulle banche tradizionali. Banche online che offendo agli investitori piattaforme di trading sofisticate, e spesso usate come “slot machine”, affiancano come offerta la nuova frontiera delle soluzioni digitali di “robot advisory .

La strada per una diffusa educazione finanziaria non si risolve con obblighi normativi fuori logica, ma con un impegno all’informazione di base serio e che vede tutti gli attori del mercato e istituzionali remare verso un fattivo supporto di consapevolezza per l’investitore finale. L’importanza del mondo economico e del capitalismo finanziario portano ad approfondire il ruolo dominante che la finanza ha assunto sempre di più nella vita sociale ed economica di ogni individuo, impresa ed istituzione. Per chi frequenta corsi di laurea triennali e magistrali in discipline economiche, è fondamentale studiare e sostenere esami di finanza aziendale e finanza pubblica. Le discipline economiche-finanziarie costituiscono l’abc intorno alle quali ruota tutto il mondo borsistico, degli investimenti, del risparmio, della previdenza previdenza ed il mondo bancario. Ma per chi non è un esperto in discipline finanziarie è molto utile seguire una guida che individui le basi teoriche necessarie per apprendere i concetti chiave, le nozioni e le definizioni che sono considerate fondamentali per approcciare con la Finanza.

La finanza è una disciplina delle scienze economiche che mira a studiare tutti i processi e le scelte strategiche di investimento e finanziamento, concentrando l’attenzione sul pricing, hedging e sulla valutazione degli asset oggetto d’investimento o finanziamento. La disciplina finanziaria si occupa anche degli strumenti finanziari, attraverso i quali avvengono gli scambi di flussi di denaro tra i vari soggetti economici come le persone fisiche le persone giuridiche e le Autorità o Istituzioni come gli Stati. Gli scambi dei flussi di denaro avvengono su determinati luoghi fisici o virtuali: i mercati finanziari.

I mercati finanziari non sono altro che i luoghi fisici o virtuali dove è possibile compravendere o negoziare strumenti finanziari (azioni, obbligazioni, derivati, quote di fondi etc.). Una prima rilevante distinzione che caratterizza i mercati finanziari è questa: mercato primario dove si acquistano i titoli appena emessi; mercato secondario è il luogo dove si acquistano i titoli già sottoscritti ed emessi. Sebbene fino ad un recente passato i mercati finanziari fossero considerati luoghi fisici, oggi sono divenuti luoghi “virtuali” ovvero piattaforme informatiche dove si “incontrano” la domanda e l’offerta di strumenti finanziari immesse sul sistema telematicamente.

La normativa prevede un’elencazione circa le principali tipologie di prodotti finanziari che possono essere considerate strumenti finanziari.

Secondo l’art. 1 del d.lgs 24 febbraio 1998, n. 58 sono considerati strumenti finanziari:

le azioni e gli altri titoli rappresentativi di capitale di rischio;
le obbligazioni, i Titoli di Stato e gli altri titoli di debito negoziabili sul mercato dei capitali;
gli strumenti previsti dal codice civile agli artt. 2346 e 2349;
le quote di fondi comuni di investimento;
i titoli del mercato monetario;
qualsiasi altro titolo che permette di acquisire quelli indicati nei punti precedenti;
i contratti futures;
i contratti swap;
i contratti a termine;
i contratti di opzione;
combinazione di contratti e titoli indicati nei punti precedenti.

Secondo la normativa i conti correnti, gli assegni bancari, la moneta, le carte di credito, non sono da annoverarsi tra gli strumenti finanziari. Le azioni sono titoli di credito che rappresentano una quota del capitale sociale di una società per azioni quotata in Borsa. Il possessore è detto azionista ed acquisisce una serie di diritti, tra cui partecipare, mediante il proprio voto, alle delibere delle assemblee dei soci. Le azioni sono da considerarsi a tutti gli effetti come una forma di investimento da parte dello shareholder. Le obbligazioni o Bond sono titoli di debito e rappresentano una parte di debito acceso da una società o da uno Stato per esigenze finanziarie. Gli obbligazionisti hanno diritto al rimborso del capitale più ad un tasso di interesse maturato. A differenza dell’azionista, l’obbligazionista non partecipa all’attività gestionale dell’emittente e non ha diritto di voto nelle assemblee.

In finanza e sul mercato del trading riveste un ruolo fondamentale la speculazione, la quale è da intendersi come l’attività che un certo individuo (un trader, un azionista) espleta al fine ultimo di investire su un asset per guadagnare ed ottenere alti rendimenti. Ovviamente, speculare ed investire sui mercati finanziari (specie in quelli azionari) comporta il sostenimento di un rischio più o meno elevato che viene a dipendere dal verificarsi o meno di eventi aleatori. Si parla sul mercato borsistico di “scommessa” proprio per alludere al fatto che l’operazione speculativa ha o meno un esito positivo o negativo a seconda del verificarsi dell’evento.

Per diventare un trader professionista è necessario imparare le basi del trading e il trading avanzato. Successivamente occorre focalizzarsi sulle strategie e acquisire esperienza per implementarle. Sfortunatamente, il percorso per diventare un trader professionista non è semplice. Su internet, ci sono una quantità enorme di informazioni errate e fuorvianti sul tema del trading. A volte i nuovi trader credono erroneamente a certe informazioni e, a meno che non correggano il tiro, non potranno mai diventare trader professionisti.

Molti trader novizi pensano che da qualche parte ci sia una tecnica segreta per imparare a fare trading, senza mai fallire una sola operazione. Cercare una cosa del genere è un’impresa infruttuosa e potrebbe tradursi in uno spreco di tempo prezioso, che potrebbe essere utilizzato per imparare a negoziare un sistema più realistico, ma comunque redditizio.

A volte, i trader capiscono quali sono queste informazioni fuorvianti e quali sono quelle buone, e finiscono per diventare professionisti senza nemmeno accorgersene. Come linea guida generale, per evitare di sprecare tempo su informazioni errate o fuorvianti, dopo aver letto di una strategia, metti giù qualche grafico e vedi se possa essere sul serio una strategia potenzialmente redditizia. Questo approccio richiede personalmente la verifica di tutte le informazioni. In questo modo eliminerai rapidamente molte informazioni inutili, lasciandoti più tempo per concentrarti sulle informazioni che hai trovato rilevanti.

Per diventare un buon Trader in primo luogo, è necessario concentrarsi sull’apprendimento del mercato e sulle basi del trading. Una buona comprensione di esse, fornisce le basi che sosterranno l’intera carriera commerciale di un trader. È necessaria una conoscenza delle basi prima che queste possano essere implementate con successo in informazioni di trading più avanzate. Le basi del trading includono tutte le informazioni fattuali sul trading, come:

quali mercati negoziare
come si muovono i prezzi (bid e ask)
tipi di ordine e come posizionarli
gestione del rischio
orari di trading
come monitorare le performance di trading
quanto capitale è richiesto per operare in modo efficiente

Quando vengono apprese le nozioni di base, i trader stabiliscono se vogliono negoziare azioni, futures, opzioni o Forex. Dopo aver fatto questa scelta, possono quindi approfondire le basi del trading specifiche per quel mercato.

Ad esempio, un nuovo trader di Opzioni deve conoscere l’opzione Greci, che aiuta a determinare il prezzo di un’opzione. Coloro che sono interessati al trading sui futures devono conoscere le zecche, i punti e le varie specifiche per ogni contratto future che potrebbero voler negoziare. I trader di azioni devono imparare come vendere allo scoperto, come funzionano i dividendi e le differenze tra il trading pre-mercato e il trading durante le normali ore. Conoscere i valori di pip e i tassi di rollover giornalieri

Man mano che un trader progredisce e acquisisce più esperienza, è probabile che troverà modi per migliorare le proprie strategie o notare altre tendenze del mercato che possono essere sfruttate se viene formulata un’altra strategia. Un trader di successo può anche scoprire che una strategia che una volta funzionava, ora non funziona più. In questo modo, un trader impara continuamente dalle proprie esperienze e sta cerca di trovare modi migliori di fare le cose.

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