Storielle brevi sul Natale
Storielle brevi sul Natale

Natale comincia bene

E’ la notte del 25 Dicembre. In una misera stalla a Betlemme, un remoto paesello disperso in mezzo al deserto, Maria e Giuseppe sono in piedi da ore, stanchi, davanti alla culla posticcia fatta di paglia e sterpi, ove dimora il bimbo Gesù, coperto appena da un piccolo drappo bianco e candido. Il bimbo geme tremante mentre un bue e un asinello ansimano quel minimo necessario per garantire un po’ di tepore, quanto basta appena per sopravvivere al gelido inverno. Orde di curiosi e persone noncuranti del disagio della Sacra Famiglia prendono d’assalto e senza tregua il neonato, portando in dono misere cose, quel poco che potevano permettersi. Qualcuno dei convenuti narra di Erode, che ha sguinzagliato i suoi soldati per massacrare tutti i bimbi maschi della zona. Fa freddo, e fra pastori, pecorelle, angeli e semplici curiosi c’è una ressa della madonna, una calca bestiale. E fu allora che accadde il miracolo. Il bimbo Gesù, poco più che neonato, disse le sue prime, sante parole: “Ma che Natale di merda, quest’anno”.
Mauroemme

Natale è sempre Natale

Un bambino vorrebbe tanto avere l’albero di Natale, ma il povero padre non può comprarlo. Il tempo passa e il Natale si avvicina. Il bimbo è sempre pi triste e malinconico, in tutte le case dei suoi amichetti ormai arrivato un albero, solo la sua rimane spoglia. Così un giorno il papà, stanco di sentire il figlioletto piagnucolare, gli dice: “Non piangere pi piccolo mio, ci ho pensato a lungo e ho deciso di accontentarti. Anche se sono povero, ora esco, e ti prometto che al ritorno avrò con me un meraviglioso abete, e senza spendere un soldo”.
Così dicendo l’uomo afferra una scure da boscaiolo, si mette gli scarponi da neve e un pesante pastrano, ed esce da casa con passo deciso, dirigendosi verso i lontani monti innevati. Fischiettando soddisfatto, il genitore ritorna dopo appena dieci minuti, e con in spalla un bellissimo albero natalizio, che colloca in soggiorno. Il figlioletto molto stupito gli chiede: “Ma babbo, come hai fatto ad abbattere quel grande abete così in fretta?”. “Non l’ ho tagliato figlio mio, l’albero l’ ho preso al supermercato qui all’angolo”. “Al supermercato? Ma allora perché ti sei portato dietro l’accetta?”. “Sciocchino, l’accetta serviva per non pagare l’albero”.
Bilbo Baggins

L’integralista del Natale

Sei il vero integralista del Natale? Sei il più pericoloso di tutti. Per te a Natale bisogna rispettare scrupolosamente ogni rito e tradizione. Già la settimana prima inizi a controllare la casa dove avverrà lo scambio di doni. Se non c’è l’albero, lo porti tu e lo arredi, se non c’è il presepe, lo fai, se il padrone di casa è ateo, nascondi la grotta di Betlemme nel freezer, l’importante è che ci sia. Inizi a massacrare tutti con telefonate del tipo mi raccomando non regalare una vestaglia a mamma che gliela regalo io, e non scordarti il bambolotto a Serena perché io le regalo la sciarpina. Pedini di nascosto i parenti per accertarsi che facciano gli acquisti giusti. Controlli anche il Natale dei limitrofi, ad esempio ti fai mandare una polaroid del presepe dalla famiglia della fidanzata, o telefoni al tuo dentista chiedendogli perché non ha ancora comprato il panettone. Scegli il menù della cena. Ti presenti con un centrotavola natalizio formato da un bosco di abeti, grappoli di palle e una candela alta un metro che, accesa, ammorba l’aria. Da questa abetaia escono spesso scoiattoli che rubano la frutta. Obblighi i bambini a leggere la poesia, i grandi a cantare Silent Night, il nonno a raccontare il Natale sotto le bombe. Tieni tutti inchiodati a tavola fino a mezzanotte. A mezzanotte, distribuisci tu i regali uno alla volta. Ogni volta il donatore deve spiegare i motivi profondi della sua scelta, e il ricevente deve esternare con un breve discorso la sua gratitudine. Ogni venti regali si canta Astro del Ciel e si mangia un torrone. In una famiglia di dieci persone, questo tipo di distribuzione può durare fino alle sei di mattina. All’alba, se sei anche religioso, trascini tutti a messa, se sei laico li costringi a fare un giro in slitta. Se c’è neve bene, se no si va sull’asfalto. Per difendersi da questo pericoloso individuo, alcune famiglie passano le festività in baite di montagna o, chi può, sulle isole tropicali, ma tu non demordi. Se vedete sull’aereo per i Caraibi un uomo con un albero di Natale e una valigia di panettoni, sappiate che è un’integralista del Natale che sta per colpire a distanza. E Dio non voglia che, per un ritardo, dobbiate passare il Natale in volo con lui.
Stefano Benni

Il Presepe

Sono cominciati i primi “gingles” natalizi, con tante palle da comprare e alberelli da abbattere. Io vi invito a fare il nostro vecchio e caro Presepe. Ho saputo che a Napoli, la capitale delle statuette di terracotta, hanno preparato nuovi personaggi da mettere sul vostro Presepe, e vi invito a rivolgervi al vostro negoziante per dare aria nuova all’antica tradizione. Qualche suggerimento: dalle montagne di cartapesta dov’e’ tracimato il fiume di stagnola che e’ precipitato sul laghetto inquinato fatto con lo specchio, si ergono piccole case abusive condonate. L’autostrada, bloccata dai metalmeccanici è baipassata dagli agricoltori lucani che non vogliono le scorie e si avvicinano alla Stalla davanti alla quale pascolano mucche pazze, polli alla diossina e Agnelli spompati. Negozianti che hanno chiuso per la concorrenza dei supermercati arrivano dalla parte opposta su stradine dove qua e là esercitano piccoli artigiani in via d’estinzione e parecchie prostitute. Qualche batuffolo d’ovatta imita la neve e il freddo delle case senza gasolio. Nella capanna c’e’ San Giuseppe e la sua solita sega, per la Madonna! E il bambino, sorridente, agita le manine e in un pugnetto stringe la pillola anticoncezionale. Sopra tutti, in un tripudio di angeli, vola San Silvio che dal suo elicottero benedice sorridendo la folla festante e uno striscione sotto di lui recita: “Non ci faremo intimidire” Buona notte.
Aldo Vincent